links
PRESENTAZIONE DELLA RIVISTA “LINKS” 16
numero dedicato a
GEORG LUKÁCS
Mercoledì, 15 marzo 2017, ore 17.00
Aula 3 – Dipartimento SEAI
Piazzale Aldo Moro, 5 Sapienza Università di Roma
Presentano
Paolo Vinci
Stefano Gensini
Mauro Ponzi
A livello internazionale si assiste a una rinascita degli studi su Lukács forse perché nei momenti di crisi e di grandi rivolgimenti riaffiorano questioni come il modello di sviluppo, la funzione dell’arte e dell’intellettuale, la definizione della comunicazione culturale. Lukács ha attraversato diverse stagioni della politica e della cultura europea del Novecento e ha vissuto radicali svolte nella costruzione del suo sistema filosofico, a volte per scelta a volte per costrizione. La prima fase della sua esperienza intellettuale – quella che va dalla prima guerra mondiale all’inizio degli anni Trenta – sembra presentare tematiche e spunti oggi estremamente interessanti. La ridefinizione dei modelli di sviluppo, in primo luogo culturali e intellettuali e in secondo luogo politico- sociali, implica un implicito confronto del suo discorso filosofico con quello di altri pensatori tra le due guerre. Ed è proprio il rapporto tra arte e politica il centro del pensiero di Lukács, ma anche di Brecht e di Benjamin.
Questo numero cerca di mettere a fuoco alcune di queste problematiche, riprendendo temi che ormai da decenni sono stati trascurati dalla critica letteraria. Non è un caso che proprio in momenti di grande rivolgimenti e radicali trasformazioni, come quello che stiamo vivendo, si torni a riflettere sulle questioni di fondo, quali quelle della funzione dell’arte e sul ruolo sociale dell’artista. Non bisogna trascurare le implicazioni estetiche di queste riflessioni che hanno dato esiti differenti in Lukács, in Brecht, in Benjamin (tanto per citare solo alcuni degli intellettuali che hanno partecipato al dibattito degli anni Trenta). E forse ci possono dire qualcosa per capire i nostri tempi tumultuosi, se non altro ci possono far capire quali strategie è inutile attuare perché non hanno funzionato nel secolo scorso, ma ci possono anche fornire spunti utili per individuare alcune problematiche sulla percezione dell’opera d’arte nell’epoca dei mass-media.